Intervista a Don Silvagni, nuovo vicario della Curia


Corriere di BolognaDi Marco Madonia
Corriere di Bologna, domenica 6 marzo 2011

Don Silvagni, Rete Laica, Cgil e Usb chiedono il referendum per azzerare i finanziamenti comunali alle scuole d’infanzia private. Non proprio il miglior benvenuto per lei che è appena diventato vicario generale…

(Ride, ndr) “Le scuole di iniziativa privata svolgono un servizio pubblico per 1.600 bambini bolognesi” risponde il vescovo ausiliare, Giovanni Silvagni. “Il blocco dei finanziamenti del Comune può tagliare le gambe perché rappresenterebbe una grossa limitazione di spesa. Sarebbe come togliere lo stipendio a un lavoratore dipendente. Già adesso sopravvivono per miracolo”.

Intende dire che senza denari pubblici le materne private chiudono?

“No, continuerebbero l’attività anche senza i finanziamenti pubblici. Ma sarebbe una logica miope che aumenterebbe il disagio sociale che sta attraversando la città. Così come i tagli all’assistenza. Però qui stiamo scherzando con il fuoco. Senza le scuole paritarie si aggiungerebbe un altro grave danno per la città”.

Ogni volta che si va alle elezioni torna il tema dei finanziamenti alle private. Come mai?

“Perché è una posizione frutto di un’impostazione ideologica che guarda con difficoltà al modello della sussidiarietà. L’argomento è facile e demagogico perché tende a rinfocolare le passioni cieche. Piace a una certa parte dell’elettorato e dell’opinione pubblica e serve per ricompattarla. Ma queste posizioni rendono più difficile la convivenza tra le diverse anime della città”.

Per il candidato sindaco Virginio Merola il vero tema è quello del trattamento economico dei dipendenti delle paritarie. Per questo propone un contratto unico per tutti: dipendenti pubblici e privati. Che ne pensa?

“Ogni progetto va finanziato. Non dubito che se il Comune deciderà di percorrere quella strada seguirà anche un maggiore sostegno economico alle scuole del privato sociale”.

  • Print
  • email
  • Facebook
  • Twitter
  • LinkedIn