Risposta di Giancarla Codrignani

di Giancarla Codrignani

Spiace constatare che i responsabili curiali e laici di Avvenire continuano a non voler capire. Vorrei che fosse chiaro che l’aborto, non foss’altro perché è un intervento chirurgico (che per la donna non è il peggio), non sta bene a nessuno. Le donne cattoliche sono “adulte” e ricordano che in Italia prima della legge si verificavano centinaia di migliaia di aborti nella clandestinità e nell’ipocrisia. In questi anni, non abbiamo visto né campagne del movimento per la vita contro le guerre o per il vero mantenimento degli embrioni salvati fino alla maggiore età (con gli oboli restano a carico dei sacrifici delle madri), né evangelizzazione dei maschi coinvolti nell’aborto in responsabilità ben maggiore di quella della donna (certa indulgenza nei confronti dei bunga-bunga mette nel conto anche eventuali “incidenti”), né, tanto meno, attenzione ai milioni di aborti che avvengono a spese della vita femminile nei paesi poveri. La maternità deve essere “libera e responsabile”; a causa della paternità irresponsabile noi donne consentiamo, come in altri paesi ancora incapaci di eliminarne le cause, l’aborto per incominciare dall’eliminazione della clandestinità e dell’ipocrisia. Come dice mons. Fisichella, a proposito delle bestemmie del Presidente del Consiglio, bisogna “contestualizzare”. Non si è in regola con l’autorità della Chiesa? San Tommaso sostiene che chi segue la via dell’autorità possiede certamente la verità, ma in un testa vuota. Sarebbe bene che anche all’Avvenire ci si rendesse conto che il mondo cattolico non è uniforme e che neppure la gerarchia è univoca nell’obbedienza al Concilio Vaticano II. Spero di non scandalizzare ulteriormente dicendo che non sono d’accordo con la mia Chiesa neppure con il trionfalismo sull’esposizione nei luoghi pubblici del crocifisso. Dite che è un simbolo culturale? Mi dispiace molto: credevo che fosso il simbolo della mia fede.

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