Comitato Art. 33 alla notte bianca della scuola pubblica

COMITATO ARTICOLO 33
08 APRILE 2011
COMUNICATO STAMPA

NOTTE BIANCA DELLA SCUOLA PUBBLICA. CECCONI: “INIZIATIVA IMPORTANTE,
DISTRIBUIREMO VOLANTINI PER INFORMARE CITTADINI SU RISCHIO INSABBIAMENTO REFERENDUM”

Maurizio Cecconi, Vicepresidente e portavoce del Comitato Articolo 33, sull’iniziativa del Partito Democratico
e sui rischio di rinvio “a data da destinarsi” del referendum sui finanziamenti comunali alle scuole private paritarie.

“La notte bianca della scuola pubblica, organizzata dal Partito Democratico, è senza dubbio una importante iniziativa, da sostenere nel suo intento di riportare al centro dell’attenzione le condizioni disastrose in cui versano le nostre istituzioni scolastiche”.

“A tal proposito occorre ricordare che esistono due modi per demolire la scuola pubblica, uno economico e uno ideologico; entrambi sono usati contemporaneamente. Il primo ha come strumento i pesantissimi tagli alle risorse destinate all’istruzione. Il secondo ha come strumento la negazione del dettato costituzionale, laddove enuncia che la libertà d’educazione è garantita, purché “senza oneri per lo Stato”. Difendere la scuola pubblica significa, dunque, rispondere concretamente a questo duplice attacco. La mancata risposta a uno dei due attacchi, la sottovalutazione dell’erosione ideologica a favore della lettura economica, avrebbe come esito inevitabile la fine della scuola pubblica, così come è stata costruita nell’Italia repubblicana; la fine della scuola pluralista e laica, luogo di educazione alla convivenza in una società complessa e articolata qual è quella italiana”.

“Il Comitato Articolo 33 ha presentato un quesito referendario per chiedere ai cittadini di Bologna se sono favorevoli a destinare parte delle risorse dell’Amministrazione alle scuole private paritarie o se, invece, preferiscono destinare la totalità del budget disponibile alle scuole comunali. Purtroppo dobbiamo registrare che siamo in presenza del pericolo che il referendum sia rinviato “a data da destinarsi”: l’argomento è scomodo per tanti poteri”.

“Chiediamo pertanto alle forze politiche e a tutti coloro che hanno a cuore il futuro della scuola pubblica di esprimersi e di sostenere la nostra richiesta di referendum. E’ una questione di democrazia: la parola ai cittadini“.

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