Merola cauto sulla consultazione “Non si decide a colpi di sì o no”

[articolo di Silvia Bignami per Repubblica Bologna]

Il candidato del centrosinistra: il Comune riduca le tariffe e controlli i servizi

Merola cauto sulla consultazione  "Non si decide a colpi di sì o no"

Non è contrario al referendum sul blocco dei finanziamenti alle scuole private, ma ritiene che il problema sia “molto complesso per poter essere affrontato con un semplice sì o no”. Il candidato Pd Virginio Merola non cambia la sua posizione sul referendum proposto da Rete Laica e “Articolo 33″. “Il dibattito deve concentrarsi sul controllo del servizio da parte del Comune – ha spiegato più volte il candidato, l’ultima venerdì sera alla Notte bianca della scuola – L’importante è aumentare l’offerta per rispondere alle esigenze dei genitori. In questo senso far gestire le scuole ai privati con i soldi del Comune è solo un modo diverso di garantire un servizio pubblico”. Tre i punti cardine nel programma del candidato del centrosinistra. Primo, rimuovere la tassa di iscrizione alle materne che scatterà da settembre. Secondo, rimodulare tutte le tariffe dei nidi, alzando la soglia di esenzione. Un punto, questo, che equivale a “rivoluzionare” la contestata riforma delle tariffe approvato nel bilancio dal Commissario. Terzo: “Dare spazio a un welfare integrato, pubblico e privato, con il Comune che assicuri standard altissimi anche per i nidi convenzionati e per le paritarie”. In questo senso, una attenzione particolare va anche al trattamento del personale. “Non è giusto che ci sia un trattamento diverso tra gli operatori. Ai sindacati ho già detto che sono disponibile a ragionare su un vero contratto unico di lavoro. Non si può affrontare la crisi sottopagando i lavoratori” ha più volte detto Merola.

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