Scuola nella bufera: aumenti e referendum su paritarie

[articolo comparso su Virgilio Bologna]

I genitori fanno ricorso al Tar contro i rincari scattati da questo mese. Collegio dei garanti verso la bocciatura del referendum sui possibili finanziamenti comunali alle private paritarie

Contro i rincari decisi dal Comune di Bologna sui servizi educativi e scolastici è partito il ricorso collettivo al Tar da parte del Comitato dei genitori: in duecento hanno firmato per ribellarsi all’aumento delle rette di nidi, mense e trasporti di materne ed elementari scattato da questo mese, ed ora si affidano agli avvocati che lavoreranno gratis. I genitori verseranno 25 euro a testa, mettendo nel conto i 500 euro a ricorso per il pagamento del contributo unificato e gli eventuali 1.000-1.500 euro di spese legali da pagare al Comune nel caso il Tar rigettasse la richiesta di sospensiva.

Al ricorso non possono partecipare le famiglie escluse dai rincari, vale a dire quelle che hanno un reddito Isee inferiore ai 17.000 euro annui. Chi è toccato solo dagli aumenti del nido non può partecipare al ricorso sulle materne e viceversa, mentre contro gli aumenti per i servizi integrativi alle elementari possono partecipare solo i genitori dei bambini iscritti dal primo al quarto anno della scuola primaria e dei bambini all’ultimo anno di materna già ammessi alle elementari dal prossimo anno scolastico.

Alla protesta contro i rincari si aggiunge quella dei promotori del referendum consultivo sui finanziamenti comunali alle scuole dell’infanzia private, dopo lo stop del Collegio dei garanti in Comune che però non ferma la battaglia del comitato promotore Articolo 33, pronto a rimettere la decisione al commissario Anna Maria Cancellieri.

Si tratta, ad ogni modo, di un ‘no’ non ancora definitivo, dato che per il momento la questione è stata rinviata a dopo l’insediamento del nuovo consiglio comunale. Soddisfatta invece la Fism, Federazione italiana scuole materne, per la mezza vittoria delle scuole private, che chiamano in causa i candidati sindaco impegnati nella campagna elettorale, chiedendo una “svolta culturale”.

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