Bologna: Articolo 33 su referendum scuole private, gravi pressioni su comitato Garanti

[agenzia Adnkronos ripresa da Repubblica]

Bologna, 28 giu. – (Adnkronos) – Il Comitato Articolo 33, promotore del referendum sul finanziamento alle scuole private di Bologna, ritiene “gravissima la denuncia di pressioni politiche verso i Garanti” e chiede alla presidente del consiglio comunale, Simona Lembi, che “sia tutelata l’indipendenza dell’organo terzo e indipendente che deve vagliare l’ammissibilita’ del quesito da noi presentato”. Il Comitato si dice poi “sconcertato del mancato ricevimento di copia di tutte le memorie presentate al Comitato dei Garanti”. “L’ordinanza del giudice Costanzo del 17 giugno 2011 e’ stata chiara – proseguono i promotori del quesito – nell’affermare che ‘il Comitato promotore di referendum agisce nel relativo procedimento in condizione di piena parita’ con il Comitato dei garanti, in quanto titolare di una situazione soggettiva volta alla realizzazione del diritto politico dei cittadini elettori’. In questo modo invece – osservano – ci viene impedito di presentare delle eventuali controdeduzioni e si ledono i nostri diritti”.

“Noi – precisa il portavoce Maurizio Cecconi – attendiamo fiduciosi il parere del Comitato dei Garanti, certi he i componenti sapranno rispettare il nostro e il loro ruolo di custodi di tale diritto politico. Da parte nostra continuiamo a lavorare affinche’ la parola venga data ai cittadini tramite referendum, convinti che questi abbiano ben chiaro cosa si dovrebbe fare per il bene dei bambini e della nostra scuola”. Cecconi esprime poi “soddisfazione” per il fatto che “la stessa Giunta ha segnato un cambio di linea, inequivocabilmente e’ un successo della presenza del referendum: se non ci fosse stato, oggi avrebbero deliberato un rinnovo della convenzione con la Fism, e non la proroga di un anno”. “A tutt’oggi, purtroppo, il dibattito intorno alla proroga – conclude Cecconi – e’ piu’ tecnico che figlio d’una precisa scelta politica. Bologna pero’ non ha bisogno di una tecnocrazia e di una burocrazia autoreferenziale e impermeabile agli stimoli e alle riflessioni maturate nella societa’, bensi’ del suo contrario: di piu’ democrazia diretta”.

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