Gravissime le pressioni politiche e mancata consegna atti

COMITATO ARTICOLO 33

28 GIUGNO 2011

COMUNICATO STAMPA

SCUOLA, BOLOGNA. CECCONI: “GRAVISSIME

LE PRESSIONI POLITICHE SU DECISIONE GARANTI

E MANCATA CONSEGNA ATTI A PROMOTORI REFERENDUM”.

Maurizio Cecconi, vicepresidente e portavoce del Comitato Articolo 33, in merito alla decisione sull’ammissibilità del quesito.

Il Comitato Articolo 33, promotore del referendum sul finanziamento alle scuole private, ritiene gravissima la denuncia di pressioni politiche verso i Garanti e chiede alla Presidente del Consiglio comunale, Simona Lembi, che siano respinte con forza e che sia tutelata l’indipendeza dell’organo terzo e indipendente che deve vagliare l’ammissibilità del quesito da noi presentato”.

Il Comitato Articolo 33 si dichiara sconcertato del mancato ricevimento di copia di tutte le memorie presentate al Comitato dei Garanti. L’ordinanza del Giudice Costanzo del 17 giugno 2011 è stata chiara nell’affermare che “il Comitato promotore di referendum agisce nel relativo procedimento in condizione di piena parità con il Comitato dei garanti, in quanto titolare di una situazione soggettiva volta alla realizzazione del diritto politico dei cittadini elettori”. In questo modo ci viene impedito di presentare delle eventuali controdeduzioni e si ledono i nostri diritti”.

Noi attendiamo fiduciosi il parere del Comitato dei Garanti, certi che i componenti sapranno rispettare il nostro e il loro ruolo di custodi di tale diritto politico. Da parte nostra continuiamo a lavorare affinché la parola venga data ai cittadini tramite referendum, convinti che questi abbiano ben chiaro cosa si dovrebbe fare per il bene dei bambini e della nostra scuola. I dati di un recente sondaggio online che danno 1647 cittadini su 1809 (91%) contrari ai finanziamenti comunali alle scuole private paritarie stanno lì a confermarlo”.

Osserviamo con soddisfazione che la stessa Giunta comunale afferma ora di voler affrontare la questione delle modalità di erogazione dei finanziamenti alle scuole private, nonostante fino all’altro giorno l’avesse negato ripetutatamente. Il cambio di linea è inequivocabilemente un successo della presenza del referendum: se non ci fosse stato, oggi avrebbero deliberato un rinnovo della convenzione con la Fism, e non la proroga di un anno”.

“A tutt’oggi, purtroppo, il dibattito intorno alla proroga è più tecnico che figlio d’una precisa scelta politica. Bologna però non ha bisogno di una tecnocrazia e di una burocrazia autoreferenziale e impermeabile agli stimoli e alle riflessioni maturate nella società, bensì del suo contrario: di più democrazia diretta”.

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