La Curia sul referendum per le private “Evitiamo una guerra fra poveri”

La Curia sul referendum per le private "Evitiamo una guerra fra poveri"

[da Repubblica Bologna]

Il vicario generale della chiesa di Bologna: “La questione dei finanziamenti alle paritarie è molto delicata, il rischio è che venga tutto appiattito dentro un quadro ideologico. L’ottica del bene comune non è eliminare uno dei contendenti”. Il sindaco Virginio Merola proporrà il rinnovo della convenzione per un anno. La prodiana Sandra Zampa: “E’ giusto che i cittadini si esprimano”. L’Udc: “Se passa la consultazione non ci saranno posti per tutti negli istituti pubblici”

No a una guerra ideologica, no a uno scontro frontale dove l’unico obiettivo è far fuori l’altro contendente. La Curia entra nel dibattito incandescente sul referendum per i fondi comunali alle scuole private, chiedendo di abbassare le armi. “Se si potesse evitare di arrivare a questo scontro sarebbe meglio”, commenta il vicario generale Giovanni Silvagni. “E’ una questione molto delicata, il rischio è che venga tutto appiattito e in un certo senso anche banalizzato dentro un quadro più ideologico che di obiettiva considerazione della posta in gioco. E’ un tasto molto delicato e quando lo si solleva si vanno a toccare corde molto sensibili”. Per intendersi: “l’ottica del bene comune non è quella di eliminare uno dei contendenti, ma cercare di favorire il bene di tutti”.

“Il sindaco parlava di evitare una guerra tra poveri, perchè siamo tutti poveri in questo momento. La scuola paritaria che svolge un servizio pubblico però è quasi totalmente sulle spalle delle famiglie e di molte istituzioni che hanno a cuore l’educazione”, sottolinea il vicario.

La risposta di Virginio Merola alle polemcihe che stanno mondando non tarda ad arrivare. “Nessuna voglia di condizionare quelli che devono esprimersi”, ma “la mia posizione è che bisogna mantenere e rinnovare la tradizione che abbiamo ormai da 15 anni in questo comune che le scuole paritarie comunali e private devono essere integrate, perchè il mio punto di vista resta che prima vengano i bambini”. Il sindaco vuole proporre il rinnovo della convenzione per un anno. Oltretutto “in una fase di così grande difficoltà economica penso debbano essere attentamente valutate le conseguenze” del referendum. “Il dirottamento delle risorse solo sulle scuole comunali non risolve i problemi delle scuole comunali e lascia a spasso quelli delle scuole paritarie private”.

Ma in molti, all’interno del centrosinistra, non la pensano così. “Non bisogna avere nessun timore dei referendum, è giusto che i cittadini si esprimano”, commenta Sandra Zampa, prodiana. “Noi rispettiamo le sentenze- ha precisato stamattina su radio Tau – mi sembra sia stato detto con chiarezza che il quesito è ammissibile e quindi bisogna esprimersi. Lasciamo che le persone dicano con libertà quello che pensano. E’ evidente che questo è anche il risultato di una tragica penalizzazione progressiva della scuola pubblica, che l’ha resta poverissima, l’ha umiliata troppo spesso. Le reazioni non possono che essere queste”. Però, aggiunge, “andrà valutato ovviamente anche che non diminuisca l’offerta e che in realtà non facciamo un danno indirettamente”. Ma lei è favorevole o contraria al quesito? “Di sicuro penso che non si possa aumentare” la quota di finanziamenti alle scuole private “e che sarebbe bene sedersi ad un tavolo e rivedere bene tutto”. Con una certezza ben chiara: “il pubblico è la priorità”.

Di segno diametralmente opposto l’Udc, che tramite Maria Cristina Marri, la coordinatrice provinciale, punta il dito sul rischio di liste d’attesa non esauribili. “Nel malaugurato caso di chiusura di scuole paritarie, conseguente alla mancata erogazione dei contributi comunali, si riaprirebbero liste di attesa oggi azzerate proprio in ragione del sistema integrato comunale. Se referendum sarà spero che i cittadini bolognesi sappiano comprendere il valore vero di un sistema educativo che riconosce il servizio pubblico svolto anche dai privati senza il quale la domanda complessiva non potrebbe essere mai soddisfatta anche, ma non è il solo motivo, per questioni finanziarie”.

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