Rane Laiche in Comune

[articolo di Alfredo Pasquali per Radio Città Fujiko]

pericolo scuola privata!.gif

Un Referendum per la Scuola Privata

Il neo sindaco di Bologna Virgilio Merola è appena transitato dall’ultima polemica suscitata dalle sue parole su coppie sposate e coppie di fatto: il primo cittadino ha dichiarato che certamente i rapporti coniugali sanciti da Stato e Chiesa devono essere premiati rispetto a quelli fai-da-te. La cosa diventa dirimente per esempio nel computare i punteggi per le case pubbliche: anche senza nulla togliere ai conviventi, il fatto stesso di privilegiare il matrimonio diminuisce le già precarie speranze di trovare un tetto a chi non cede al ricatto dell’istituzione del fatidico Si.

Non a caso immediatamente arriva la benedizione di Madre Curia alla pecorella sindaco e l’occhiolino della politica locale viene strizzato verso il Terzo Polo e l’Udc. Insorgono però le organizzazioni per i diritti degli omosessuali, cittadinanza evidentemente esclusa ed allora Merola va a Filippi (o meglio al Cassero) e rassicura tutti: “Io sono per i matrimoni omosessuali”.

Pace fatta tra mondo laico e Palazzo d’Accursio?

I soliti maliziosi ricordano come però lo Stato italiano divida le competenze tra legislativo ed amministrativo, le prime riservate a Parlamento e Regioni (i matrimoni gay), le seconde a Comuni e Provincie (assegnazione case). Allora il dubbio è legittimo: non sarò che Merola voglia farsi bello con i compiti non a lui assegnati e che giochi con carte altrui?

Bando i cattivi pensieri. Esiste immediatamente una possibilità sul tappeto della politica cittadina per tranquilizzare tutti e dimostrare l’assoluta laicità della nuova giunta. Infatti il nostro sito (autocitazione) racconta: “…Il Comitato dei garanti del Comune di Bologna ha sette giorni di tempo per esprimersi sull’ammissibilità o meno del referendum per abolire i finanziamenti comunali alle scuole materne private. Lunedì la decisione.

Il Comune tergiversava, i Garanti avevano definito “non procedibile” la richiesta di Articolo 33 perché il Comune era commissariato e il Consiglio comunale non era insediato. Ora non ci sono più scuse: Palazzo D’Accursio dovrà decidere entro sette giorni se e quando si svolgerà il referendum sui finanziamenti pubblici agli asili privati. Lo ha stabilito il Tribunale di Bologna, a cui il Comitato Articolo 33, composta da associazioni laiche e della scuola, si era rivolto…”

Voilà, servito su di un piatto d’argento dai comitati cittadini arriva l’occasione per il sindaco di mostrare a tutta la città, senza tema di smentita, un libero comune-in libero stato-in libera chiesa: esprima chiaramente la volontà di fare decidere con referendum la cittadinanza sui finanziamenti pubblici alle scuole private, in nome di quell’articolo 33 della costituzione che recita come “enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato”. Un pronunciamento importante del sindaco che sicuramente avrebbe il suo peso tra i Saggi al tavolo della decisione.

Cosa ancora pi stridente quando nella scuola pubblica mancano i fondi pure per la carta igienica.

La scuola è un bene comune e va garantita con il primato della laicità, ricordando che, mentre la laicità rispetta e comprende anche la cultura religiosa, l’integralismo non accetta altro dio fuori di sé e considera la laicità un altro credo da combattere.

Forza Virginio, siamo coscienti come rischi di scontentare via Altabella o Casini, ma credo che i referendum appena passati ci insegnino che è meglio fare infuriare qualche alto papavero del potere che non avvilire il senso comune della democrazia della cittadinanza.

P.S.

Questa mattina, sfogliando il Carlino abbiamo letto che il sindaco in realtà proroga i finanziamenti comunali alle scule private di un anno: peccato, un’occasione perduta di laicità e un dubbio che rimane.

  • Print
  • email
  • Facebook
  • Twitter
  • LinkedIn