Scuole private, è scontro aperto Merola: “Proroghiamo la convenzione”

Scuole private, è scontro aperto Merola: "Proroghiamo la convenzione"  

[articolo di Eleonora Capelli per Repubblica]

Lunedì il pronunciamento dei garanti sull’ammissibilità del referendum. L’appello della Curia: “Evitiamo guerre tra poveri”
Scuole private, è scontro aperto Merola: “Proroghiamo la convenzione”

Il sindaco Virginio Merola rassicura le scuole private sulla convenzione in scadenza («la prorogheremo di un anno, del resto le scuole aprono a settembre») e si dice “sereno” in vista del dibattito sui finanziamenti agli istituti cattolici che minaccia di degenerare in un vero e proprio scontro in città e dentro la maggioranza.

Lunedì il comitato dei garanti si pronuncerà sull’ammissibilità del referendum contro i fondi pubblici alle scuole confessionali, chiesto dal comitato Articolo 33, ma Merola mette in “salvo” il milione di euro che il Comune dà ogni anno alle paritarie e mette in chiaro che i tempi della consultazione non saranno immediati. «Non credo che nessuno abbia interesse a fare un referendum in luglio, agosto o settembre — ha detto il sindaco — porte aperte quindi alla consultazione come strumento di democrazia, anche se io preferirei un ampio anno di laboratori partecipati per discutere del tema, senza l’assillo della scadenza del referendum. Nel merito, la mia posizione è nota: intendo mantenere e rinnovare la tradizione di 15 anni di integrazione con le paritarie private».

Ma una eventuale consultazione su un tema sempre delicato, che attraversa fronti trasversali, preoccupa la Curia. «Se si potesse evitare di arrivare a questo scontro sarebbe meglio — ha detto il vicario generale dell’Arcidiocesi, Monsignor Giovanni Silvagni, ieri a margine della presentazione del progetto congiunto ItaliaIsraele sui beni culturali ebraici — bisogna evitare la guerra tra poveri, e oggi siamo tutti poveri. Una questione così delicata si rischia che venga appiattita e banalizzata all’interno di un quadro ideologico». Monsignor Silvagni concorda col sindaco anche su un altro punto, cioè quello del reale beneficio che avrebbe la scuola pubblica dalla vittoria dei no ai finanziamenti alle private. «La scuola pubblica ha le sue difficoltà — ha detto il vicario generale — non sempre risolvibili in termini di finanziamenti». Anche per Merola: «Dirottare le risorse sulle comunali non risolve i problemi della scuola pubblica e nello stesso tempo lascia a spasso i bimbi e le famiglie delle private».

Per l’assessore all’istruzione, Marilena Pillati, che si prepara a sottoporre alla prossima giunta il rinnovo della convenzione: «Sarebbe da irresponsabili non farlo, per rispetto alle famiglie e perché le iscrizioni sono già fatte. Le contrapposizioni ideologiche non ci aiutano, benissimo invece il confronto e la discussione, e in questo quadro ci sta anche il referendum».

Ma non solo la maggioranza si ritrova divisa, con Idv e Sel che vogliono riaffermare «la centralità della scuola laica e pubblica come bene irrinunciabile». Anche nel Pd c’è chi sarebbe «culturalmente portato a votare sì a un simile referendum», come Benedetto Zacchiroli. Voterebbe invece no Maurizio Cevenini («Ma io voto a San Lazzaro»). Per la prodiana Sandra Zampa, bisogna ribadire che «il pubblico è la priorità, anche se bisogna stare attenti a non fare un danno indirettamente». Per gli ex popolari Angelo Rambaldi e Paolo Giuliani «Bologna si avvia a diventare un caso nazionale».

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