Scuola, ricorso sul referendum negato


[Articolo di Ilaria Venturi, pubblicato su Repubblica Bologna, 09.07.2011]

Un ricorso al Tribunale civile di Bologna contro la decisione dei garanti di bloccare il referendum sui finanziamenti comunali alle scuole private paritarie. Dopo una settimana di silenzio, il Comitato Articolo 33 torna all’attacco. Per segnare che la partita su quel milione e poco più che il Comune dà alle materne aderenti alla Fism, la federazione cattolica (più la scuola steineriana), non è affatto finita. Sia sul piano giudiziario che politico.

Il 12 luglio il Comitato incontrerà il sindaco, su richiesta dello stesso Virginio Merola che ha telefonato a Giancarla Codrignani, presidente di Articolo 33. Era stata la stessa ex parlamentare cattolica, madre di tante battaglie sui diritti e sulle donne, a sollecitare un intervento del sindaco, dopo la bocciatura del referendum, su un tema che rimarrà nell’ agenda politica della città a lungo e che coinvolge istanze diffuse.

Intanto i referendari hanno deciso di rivolgersi a un giudice per “ottenere giustizia”. E due saranno gli aspetti contestati: con la loro decisione i garanti (che a maggioranza, tre a due, hanno stabilito che il quesito referendario non era ammissibile) hanno leso il diritto soggettivo di partecipazione dei cittadini; inoltre sarà fatto rilevare un difetto nelle procedure seguite. “I garanti non ci hanno dato la possibilità di accedere a tutti i documenti”, spiega Maurizio Cecconi, portavoce di Articolo 33. “Un fatto grave, il ricorso è necessario”, insiste Bruno Moretto di Scuola e Costituzione. In particolare, non è stata resa accessibile la memoria difensiva, e opposta alle tesi dei referendari, presentata da Valentina Castaldini, presidente della prima Commissione in Comune (Pdl). “E’ la memoria fotocopia della decisione dei garanti”, spiega Cecconi. “Stiamo valutando anche se ripresentare un nuovo quesito, vedremo. Di certo non è finita qui”.

Tra le idee al vaglio del Comitato anche la possibilità di avviare dal basso un’ istruttoria pubblica sulla scuola pubblica e privata, con il coinvolgimento delle istituzioni politiche e religiose. E magari di arrivare a un referendum auto organizzato. Non basta la proposta fatta dal sindaco di stati generali sulla scuola. “Vedremo, per ora è solo un annuncio. Noi cerchiamo ascolto e partecipazioni veri”, spiega Giancarlo Ambrogio Vitali, dell’ Assemblea delle scuole che partecipa ad Articolo 33. “Abbiamo deciso di rivolgerci alla giustizia ordinaria, anche se i tempi saranno lunghi, per ribadire l’inconsistenza assoluta delle motivazioni dei garanti che hanno portato a non far fare il referendum. Nel frattempo andiamo avanti sul piano politico e culturale, dicendo una cosa forte: i cittadini vogliono partecipare alle scelte politiche, basta con la storia che si decide tutto nelle stanze grigie del potere”.

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