Parlamento approva odg per inserire la scuola pubblica tra i destinatari dell’8×1000

Il testo dell’ordine del giorno approvato ieri alla Camera.

La Camera,
premesso che:
il presente provvedimento è volto a modificare l’articolo 48 della legge 20 maggio 1985, n. 222, concernente la ripartizione della quota dell’otto per mille del gettito dell’imposta sul reddito delle persone fisiche a diretta gestione statale;
l’otto per mille è il meccanismo con cui lo Stato italiano ripartisce, in base alle scelte dei contribuenti, l’otto per mille dell’intero gettito fiscale IRPEF fra lo Stato e diverse confessioni religiose, per scopi definiti da legge;
le quote dell’otto per mille sono utilizzate dallo Stato per interventi straordinari per la fame nel mondo, le calamità naturali, l’assistenza ai rifugiati e la conservazione di beni culturali;
la scuola, che si occupa di formare i futuri cittadini, deve essere considerata come lo strumento principale per la crescita individuale e sociale e garantire che l’esercizio del diritto allo studio si realizzi in condizioni di agibilità e sicurezza;
negli ultimi tre anni di governo Berlusconi, questo settore è stato colpito duramente tra tagli indiscriminati e provvedimenti arrangiati con il solo obiettivo di fare cassa, prevedendo la riduzione delle classi e l’aumento del rapporto alunni/docenti;
con il decreto-legge 25 giugno 2008, n.112 convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008 n. 133, è stata imposta una riduzione della spesa per l’istruzione di circa 8 miliardi di euro in tre anni attraverso un taglio indiscriminato dei posti negli organici di oltre 87 mila docenti e di oltre 44.500 unità destinate al personale ausiliare, tecnico e amministrativo (ATA);
oltre al taglio generalizzato del personale, il Governo ha operato anche un drastico ridimensionamento della rete scolastica. L’operazione è cominciata con il Piano programmatico nel 2008 – in cui è stata prevista la soppressione delle scuole con meno di 50 alunni (circa 4200 plessi) e l’accorpamento di quelle con un numero di alunni tra i 300 e i 500 (circa 700 plessi) – e si è conclusa con il decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111;
con la manovra di luglio, infatti, è stato previsto che le scuole primarie e quelle medie vengano aggregate in istituti comprensivi, perdendo nei fatti la loro autonomia, se hanno meno di 1.000 alunni, ridotti a 500 nelle zone più disagiate e a 300 nelle piccole isole e nelle scuole di montagna;
per la prima volta i finanziamenti destinati all’autonomia scolastica sono scesi sotto i 100 milioni di euro, passando dai 269 milioni di euro del 2001 ai 79 milioni del 2011. In dieci anni, il finanziamento è stato ridotto del 71 per cento;
per queste ragioni, in seguito al peggioramento della situazione finanziaria e ai pesanti tagli di organico e di tempo scuola, i dirigenti sono stati costretti a ricercare forme di autofinanziamento che si sono tradotte nella richiesta di contributi sempre più onerosi alle famiglie,
impegna il Governo
a modificare la legge 20 maggio 1985, n. 222, sull’otto per mille al fine di consentire ai cittadini di indicare esplicitamente la «scuola pubblica» come destinataria di una quota fiscale dell’otto per mille da utilizzare d’intesa con enti locali per la sicurezza e l’adeguamento funzionale degli edifici e a pubblicare ogni anno un rapporto dettagliato circa l’erogazione delle risorse e lo stato degli interventi realizzati.

9/3261/6. Antonino Russo, Ghizzoni, Bachelet, Coscia, De Biasi, De Pasquale, De Torre, Levi, Lolli, Mazzarella, Melandri, Nicolais, Pes, Rossa, Siragusa.

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