456 bambini esclusi dalla scuola dell’infanzia comunale e statale di Bologna

Comunicato stampa: 456 bambini esclusi dalla scuola dell’infanzia comunale e statale di Bologna.

La sig.ra Pontini, la cui figlia è una delle escluse, afferma sulle pagine di Repubblica di oggi “dovrò iscriverla a una privata, ma io volevo la scuola pubblica, ci credo, ci credevo. E’ un’ingiustizia”.
Non solo è un’ingiustizia, ma è in contrasto con la nostra Costituzione che, con l’art. 33, c.2, obbliga la Repubblica ad istituire scuole statali (o gestite da componenti dello Stato come i Comuni) di ogni ordine e grado, riconoscendo il diritto all’istruzione pubblica statale come un diritto di rango costituzionale insuperabile.
Si comunica che il Comitato art. 33 è disponibile ad offrire la tutela legale alla signora Pontini e a tutti gli esclusi che vorranno farne richiesta.
Il Comitato aveva fatto una semplice proposta per evitare l’ampliarsi di questa grave negazione del diritto dei bambini e delle bambine ad accedere alla scuola della Repubblica: utilizzare il milione e 55.000 euro oggi assegnato dal Comune alle scuole paritarie private per aprire un numero di sezioni tale da coprire questa emergenza.
Il precedente Comitato dei garanti, chiamato a decidere sulla legittimità del quesito referendario proposto al fine di interrogare i cittadini bolognesi sull’opportunità o meno di utilizzare risorse pubbliche per sostenere le scuole private paritarie invece che quelle comunali e statali, giudicò il quesito inammissibile utilizzando argomentazioni che a tutt’oggi appaiono per lo meno pretestuose.
Ritenendo indegno di una democrazia che si rispetti il dramma dell’esclusione dalla scuola dei nostri piccoli concittadini il Comitato art33 continua a pensare che debbano essere i cittadini di Bologna a decidere sull’uso delle risorse comunali tramite referendum.

Comitato art. 33, promotore del referendum consultivo sul finanziamento comunale alle scuole paritarie private

Bologna 19/04/12

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