Comunicato Stampa: si costituisce il nuovo comitato Articolo 33, la parola ai cittadini!

Si costituisce il nuovo Comitato Articolo 33. Scuola, la parola ai cittadini.

Soggetti collettivi e singoli costituiscono un comitato formato da più di 280 bolognesi e lunedì 21 maggio 2012 si presentano a Palazzo d’Accursio per consegnare formalmente la loro proposta di referendum sul finanziamento pubblico alle scuole private paritarie.

Con lo slogan “Dica 33 – per la salute della scuola pubblica!”, il nuovo Comitato Articolo 33 chiama a raccolta tutte le forze della società civile per un impegno comune a sostegno della scuola pubblica. Già la voce della Costituzione ribadisce che le scuole private, salvaguardata la loro libertà, non devono però costituire onere per lo stato. In questa primavera 2012 in cui la lista di attesa per le scuole dell’infanzia a Bologna raggiunge i 465 bimbi esclusi, è necessario che quella voce dei padri costituenti si levi alta anche dai territori. Perché “la scuola è aperta a tutti”, recita l’articolo 34 della carta costituzionale. Nessuno escluso.

Con la proposta di referendum, il comitato intende innanzitutto restituire la parola ai cittadini sull’utilizzo delle loro risorse collettive e sulle priorità politiche con cui indirizzarle. Il primo passo è quindi quello del coinvolgimento e della partecipazione consapevoli della città.

Siamo inoltre convinti che una città come Bologna, che ha rappresentato un modello per la sua scuola dell’infanzia, debba anche rappresentare un luogo dove le voci a difesa della scuola pubblica si levino forti e diano la sveglia a tutto il Paese. Perciò crediamo che le risorse attualmente indirizzate dagli enti pubblici alle scuole paritarie private vadano rivolte alla scuola pubblica comunale e statale. Chiediamo anzitutto alla città e quindi al Comune di ristabilire nei fatti questa priorità. Nessuna risorsa deve essere sottratta alla scuola pubblica per finanziare le scuole private.

Siamo persuasi che la società civile non possa rimanere indifferente di fronte ai tagli delle risorse e al progressivo logoramento della istituzione e del valore della scuola pubblica, a cominciare dalla tenera età. La scuola dell’infanzia è a tutti gli effetti scuola e ogni risorsa pubblica dovrebbe essere intesa a rafforzare la scuola pubblica, garantendo a tutti i bambini e le bambine il diritto di accesso ad essa. La scelta di indirizzare i fondi alle scuole comunali e statali rappresenta un sollievo immediato per chi si trova senza questo diritto garantito, ma anche un investimento nel lungo periodo sulla scuola pubblica bene comune.

Per portare avanti questo principio si uniscono e promuovono il quesito referendario numerosi individui e collettivi. Mamme e papà ma anche giovani e nonni, precari e pensionati, sindacati e associazioni: tanti bolognesi di tutte le età si mettono insieme accomunati dall’obiettivo di difendere e promuovere la scuola pubblica come bene comune.

  • Print
  • email
  • Facebook
  • Twitter
  • LinkedIn