Il nuovo Comitato Articolo 33 regala un pallottoliere alla sottosegretaria Elena Ugolini

La scuola pubblica, cioè la scuola laica e gratuita, per tutti nessuno escluso, vale più di quello che costa.

Ma anche in termini di costi, la confusione nel dibattito pubblico dilaga. Come pare sia accaduto alla 35esima festa dei bambini.

La festa è stata inaugurata dalla Santa Messa di apertura celebrata dal Vicario Generale della Diocesi di Bologna, Mons. Silvagni e ha visto fra gli eventi “Il valore del femminileEsperienze di scuola – A cura del Centro Scolastico Cerreta, scuole FAES”, ovvero scuole Opus dei che portano avanti un progetto, finanziato da fondi pubblici, per una scuola tutta femminile.

In tale sede la sottosegretario Elena Ugolini, ex preside del liceo privato Malpighi di Bologna, senza l’opposizione dell’assessore all’istruzione del Comune di Bologna Marilena Pillati che ha partecipato ufficialmente con lei al dibattito “Dove va la scuola?” tenutosi venerdì scorso alla festa, ha fatto presente che un bambino nella scuola dell’infanzia pubblica costa al comune poco meno di 7.000 al mese contro i poco meno di 700 euro delle scuole paritarie.

Il nuovo Comitato Articolo 33 risponde in proposito contestando sia la valutazione quantitativa che quella politica che soggiace alle dichiarazioni del sottosegretario Ugolini.

Anzitutto la scuola dell’infanzia pubblica è un diritto e non un servizio, perciò una comparazione economica di questo tipo dimentica gravemente la considerazione per cui la scuola pubblica è aperta a tutti e a tutti deve essere garantita, a prescindere dalle disponibilità di bilancio. Inoltre se si ragiona sui costi, bisogna considerare quelli che nel caso delle private paritarie si scaricano sui genitori e sui contribuenti, oltre che i soldi che queste già ricevono da Stato e Regione.

Il sottosegretario di Stato all’istruzione auspica la privatizzazione delle scuole statali? E sulla base di quale mandato elettorale?

Per rispondere nel merito al sottosegretario, le inviamo questo promemoria-pallottoliere e le ricordiamo che i costi annuali per bambino nella situazione attuale di privilegio per i privati che oggi si occupano solo di chi ha i mezzi per frequentarle sono questi:

1)      Contributi comunali 700 euro

2)      Contributi regionali e statali 800 euro

3)      Retta per alunno da 3000 euro fino a 9000.

4)      Totale costi per bambino da  euro 4.500 a 10.500 con personale in parte volontario, meno qualificato. In scuole dove le  tariffe agevolate per i bisognosi e la presenza di alunni diversamente abili riguarda meno della metà delle scuole paritarie private.

In conclusione, al di là delle dichiarazioni superficiali, se si va al fondo delle cose i costi sono quantomeno paragonabili. Ai costi va poi aggiunto il valore aggiunto sul piano civile, educativo e anche della dignità del lavoro. Per accedere alle scuole private bisogna condividere (in base alla legge 62/2000 di parità) il loro progetto educativo che nella quasi totalità dei casi è di tipo confessionale (preghiere, obbligo di insegnamento di religione cattolica, ecc…).

Per ulteriori dettagli sull’argomento rinviamo al Vademecum sulle scuole private paritarie a cura di Rete Laica link

Il nuovo Comitato Articolo 33

Presidente Isabella Cirelli

Portavoce e vicepresidente Francesca De Benedetti

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