IL QUESITO NON E’ INAMMISSIBILE

Il Nuovo Comitato Articolo 33 riceve questa mattina a mezzogiorno la comunicazione dell’esito della valutazione dei garanti. Il Comitato referendario ribadisce la propria incredulità per aver appreso ieri dalla stampa e per voce di una consigliera comunale notizie peraltro imprecise e infarcite di giudizi circa l’esito della valutazione dei garanti. Il Comitato referendario dovrebbe essere primariamente informato e invece a quanto pare è stata violata la segretezza della camera di consiglio. Le comunicazioni sopraggiunte ieri risultano peraltro imprecise. Non risulta dagli atti, come invece è stato riportato ieri in agenzia, che “i garanti del comune chiamati ad esprimersi sulla ammissibilità del quesito contro gli stanziamenti dell’amministrazione a favore delle paritarie, hanno dato parere contrario”. Non è stata fatta da parte dei garanti alcuna affermazione di inammissibilità del quesito.

Se e’ vero che è stata sollevata una contestazione formale riguardante le firme in due memorie a firma Castaldini (di cui solo una è pervenuta anche al Comitato referendario), risulta però che il Comitato dei garanti conferma oggi, con netta maggioranza al suo interno di 4 a 1, di non avere competenza circa le valutazioni formali sulla presentazione del quesito, le quali spettano secondo i garanti alla Segreteria generale.

Il Comitato dei garanti, nello spogliarsi di una competenza non sua,  rileva di fatto l’errore grave in cui è incorsa l’amministrazione del Comune di Bologna, nella persona del suo Segretario generale, a testimonianza di una altrettanto grave mancanza di professionalità degli uffici preposti.

Perciò il Comitato dei garanti non dichiara affatto che il quesito è inammissibile, bensì rileva la propria incompetenza sulle questioni formali spettanti al segretario generale. E’ vero infatti che secondo lo Statuto comunale la competenza del Comitato dei garanti è esclusivamente quella di verificare l’ammissibilità del quesito, sotto i 4 profili tassativamente prescritti dall’art. 7, C. 4. dello Statuto comunale: “Il giudizio di ammissibilità da parte del Comitato dei Garanti, verte: a) sull’esclusiva competenza locale; b) sull’esclusiva competenza del Consiglio a deliberare; c) su attività deliberativa effettivamente in corso; d) sulla congruità e sull’univocita del quesito.” Pertanto al Comitato dei garanti non competono verifiche formali di nessun genere. Sta invece solo e soltanto al Sindaco (ed ai suoi uffici) verificare la “proposta”, quanto a forma e numeri della presentazione scritta in “carta libera”. E’ il Sindaco che la riceve ed è il Sindaco che la sottopone al giudizio di ammissibilità dei Garanti. Il Nuovo Comitato Articolo 33 rileva quindi la grave mancanza di professionalità degli uffici.

I cittadini che compongono il Comitato referendario prendono atto che non una valutazione di inammissibilità del quesito, ma una questione formale, ha bloccato il procedimento. Anche per questo procedono con ferma e inalterata convinzione, sereni, nel cammino intrapreso per garantire alla città di Bologna di poter partecipare su un tema così rilevante come la scuola pubblica dell’infanzia e il rispetto dei principi costituzionali. Ribadiamo la nostra determinazione nella richiesta di chiamare le cittadine e i cittadini bolognesi ad esprimersi sull’opportunità o meno di destinare risorse pubbliche a scuole private paritarie.

Per il Nuovo Comitato Articolo 33

La portavoce Francesca De Benedetti

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