Ammesso il referendum a Bologna. Una speranza per la scuola pubblica del Paese

LA NOTIZIA E’ stata ammessa la proposta di quesito referendario avanzata dai cittadini del Nuovo Comitato Articolo 33. I garanti del Comune di Bologna, nella seduta di ieri, hanno ritenuto il quesito giuridicamente ammissibile. Sì quindi alla seguente domanda da rivolgere ai bolognesi:

Quale fra le seguenti proposte di utilizzo delle risorse finanziarie comunali che vengono erogate secondo il vigente sistema delle convenzioni con le scuole d’infanzia paritarie a gestione privata ritieni più idonea per assicurare il diritto all’istruzione delle bambine e dei bambini che domandano di accedere alla scuola dell’infanzia ?
a) utilizzarle per le scuole comunali e statali
b) utilizzarle per le scuole paritarie private

Il Comitato promotore dovrà ora raccogliere 9mila firme perché il referendum venga effettivamente indetto.

LE RAGIONI Il Comune di Bologna persevera dalla metà degli anni Novanta nell’elargire fondi alle scuole dell’infanzia paritarie private. Fondi che arrivano già anche da Stato e Regione. Una scelta politica che fa contrasto con il panorama sullo sfondo, visti i numerosi esclusi dalla scuola dell’infanzia pubblica (attualmente, a Bologna, sono centinaia di bimbi).  Mentre queste famiglie vengono private del loro diritto costituzionale all’istruzione pubblica, laica e gratuita, l’amministrazione dirotta fondi sulle scuole paritarie private, nel 99% dei casi confessionali. Il paradosso è che il libero insegnamento diventa onere per lo Stato, e il diritto alla scuola pubblica laica e gratuita viene convertito in diritto sacrificabile. Ma i cittadini non ci stanno, hanno in mente altre priorità: la scuola pubblica, che va tutelata e rilanciata invece di lasciarla deperire come nelle peggiori previsioni di Calamandrei.

LE PROSPETTIVE Le priorità della politica devono riorientarsi in direzione del rispetto della Costituzione e dell’ascolto democratico dei cittadini. Perciò, il referendum esprime la reazione costruttiva della società civile di Bologna, che una volta fu modello della scuola dell’infanzia pubblica. Riorientare la bussola si può e si deve, vogliamo dirlo ai cittadini come noi, di tutte le città, del Paese, in un frangente in cui anche a livello nazionale la scuola pubblica è tutt’altro che al sicuro. Tutti i cittadini devono sapere. Ingaggiamo insieme la lotta per la scuola pubblica, in ogni città d’Italia! Con l’augurio che il nostro percorso renda battuta la strada per chi si sente solo nella battaglia o non sa come intraprenderla, il Nuovo Comitato Articolo Trentatre promuove con gioia le alleanze per la scuola pubblica bene comune.

Per il Nuovo Comitato Articolo 33,  la portavoce Francesca De Benedetti

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