Come prima, più di prima, per il referendum!

La parola ai cittadiniIl Nuovo Comitato Articolo 33 l’aveva promesso e l’ha fatto: procede con convinzione se possibile persino più piena nel cammino intrapreso per garantire ai cittadini e alle cittadine bolognesi di esprimersi sull’opportunità o meno di destinare risorse pubbliche alle scuole dell’infanzia private paritarie. Mentre nel frattempo tanti bimbi rimangono esclusi dalla scuola pubblica, si sta realizzando a Bologna il paradosso per cui il libero insegnamento diventa onere per l’ente pubblico, e la scuola pubblica si trasforma in diritto sacrificabile.

PUNTATA PRECEDENTE Lunedì 21 maggio più di 280 cittadini avevano presentato in Comune una proposta di referendum. La segreteria generale aveva trasmesso la pratica ai garanti, che dovevano quindi esprimersi nel merito valutando entro un mese l’ammissibilità del quesito. Il giorno prima della scadenza entro cui doveva avvenire la pronuncia nel merito dei garanti, prevista entro il 21 giugno, il segretario generale interveniva con una mail ai garanti segnalando loro vizi di forma nella presentazione delle firme. Una procedura quantomeno anomala, visto che il vaglio formale era già avvenuto in precedenza e che del resto deve svolgersi prima della consegna ai garanti, tenuti a esprimersi solo sulla congruenza giuridica della proposta. I garanti il 21 giugno comunicavano al Comitato la loro decisione di non esprimersi sull’ammissibilità del quesito.

IL COMITATO NON LASCIA: RADDOPPIA Oggi 4 luglio i cittadini tornano a Palazzo e chiedono ancora, con determinazione, che dal Palazzo si esca per ascoltare finalmente la cittadinanza e restituirle la parola. Il Nuovo Comitato Articolo 33 raddoppia: due formulazioni del quesito (una identica alla precedente, una leggermente variata nella formulazione giuridica ma identica nella sostanza politica). Le firme consegnate in Comune sono oggi il doppio di quelle richieste: 400 sulle 200 necessarie. E i 400 cittadini riuniti nel Comitato promotore non lasciano, anzi raddoppiano. Una prova, questa, che quando la partecipazione subisce battute di arresto, la società civile di Bologna reagisce e rilancia. La battuta d’arresto si rivela una ulteriore spinta per i bolognesi. Le 400 firme riunite in 4 giorni sono la prova concreta che i cittadini chiedono la parola, pretendono la partecipazione, hanno fame di scuola pubblica oltre che pieno rispetto della Costituzione.

I QUESITI
Di seguito i testi dei quesiti presentati questa mattina:

Quale, fra le seguenti proposte di utilizzo delle risorse finanziarie comunali, indicate in euro 955.500 + 100.000 per l’anno scolastico 2011-2012 nella deliberazione di Giunta Comunale PG. N. 203732/2011 approvata il 27/09/2011 secondo il vigente sistema delle convenzioni con le scuole d’infanzia paritarie a gestione privata, ritieni più idonea per assicurare il diritto all’istruzione delle bambine e dei bambini che domandano di accedere alla scuola dell’infanzia ?
a) utilizzarle per le scuole comunali e statali
b) utilizzarle per le scuole paritarie private

Quale fra le seguenti proposte di utilizzo delle risorse finanziarie comunali che vengono erogate secondo il vigente sistema delle convenzioni con le scuole d’infanzia paritarie a gestione privata ritieni più idonea per assicurare il diritto all’istruzione delle bambine e dei bambini che domandano di accedere alla scuola dell’infanzia ?
a) utilizzarle per le scuole comunali e statali
b) utilizzarle per le scuole paritarie private

Per il Nuovo Comitato Articolo 33,
la portavoce Francesca De Benedetti

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