Referendum, chiediamo accorpamento con politiche 2013


Il Nuovo Comitato Articolo 33 in merito ai costi della consultazione referendaria chiede l’accorpamento con le elezioni politiche.

E’ stato da più parti sollevato il tema dei costi della consultazione referendaria, in particolare e in prima battuta dall’Assessore alla Scuola, Marilena Pillati, la quale ha stimato 500.000 euro di spese, paragonando il referendum a un ballottaggio. Qui nasce la prima domanda: i costi “preventivati” sono reali? A noi non risulta, in quanto per un referendum consultivo locale il Comune non è obbligato ad aprire tutti i seggi previsti per le elezioni. Un ragionamento condiviso sulla dislocazione dei seggi può portare a un considerevole risparmio.

Il tema dei costi è sicuramente, in questi anni di tagli alla spesa pubblica, un aspetto centrale, ma va affrontato con raziocinio e senza parzialità, evitando accuratamente di ergersi a “maestri”. Afferma l’Assessore che il costo non è un problema quando si tratta veramente di un “esercizio di democrazia”. Chi lo decide, l’Assessore? E su quali basi? Come ricorda la professoressa Nadia Urbinati, anche l’Assessore ha un costo, ma non per questo ne facciamo a meno. I soldi spesi per la democrazia sono sempre un buon investimento.

Ciò detto e in linea con altri paesi europei, il Nuovo Comitato Articolo 33 chiede che il referendum sia accorpato alle elezioni politiche previste per il 2013. Per quella data, tutte le 9.000 firme necessarie all’indizione saranno state raccolte, vidimate e consegnate nelle mani del Sindaco, al quale spetterà la scelta del giorno per la consultazione referendaria.

Attualmente lo Statuto del Comune di Bologna (art. 7 comma 9) dispone che “i referendum non possono essere indetti nei dodici mesi precedenti la scadenza del mandato amministrativo né possono svolgersi in concomitanza con altre operazioni di voto”. Se le forze politiche ritengono utile lavorare per ridurre i costi, possono procedere a una modifica dello Statuto, limitatamente a questo punto.

Ed è ciò che chiede con forza il comitato referendario.

Alle forze politiche e alla loro volontà è rimessa la questione.

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