Castaldini, qual è il punto?

A proposito delle uscite della consigliera Pdl Valentina Castaldini sulle presunte irregolarità delle firme per questioni riguardanti gli autenticatori, è chiaro che da quando c’è il referendum Castaldini passa notti insonni. Le inventa tutte, soprattutto quelle che non esistono. Tra gli autenticatori delle firme finora raccolte, c’erano consiglieri comunali, cancellieri e dipendenti comunali autorizzati dal sindaco. Anche per questi ultimi, tutto nella norma: ne è prova ad esempio la delega ricevuta dal sindaco Virginio Merola.

Il punto allora è un altro: non si vuole che i cittadini di Bologna si esprimano liberamente con il referendum sui finanziamenti pubblici alle scuole private paritarie? Lo si dica chiaramente, anzi lo dicano alle migliaia di bolognesi che già hanno sottoscritto la richiesta per indirlo. E’ fuori luogo la caparbietà, l’arroganza con cui la consigliera Castaldini tenta con qualsiasi stratagemma di invalidare la possibilità che le cittadine e i cittadini di bologna possano dire la loro su un tema così importante per il futuro della scuola pubblica e dei nostri figli.

Evidentemente la consigliera ciellina è posseduta da una ossessione antidemocratica che facciamo fatica a comprendere. Le consigliamo caldamente un esorcismo democratico: offra la propria collaborazione in qualità di autenticatrice ai banchetti referendari, in questo modo potrà constatare di persona sia la partecipazione entusiasta dei cittadini che l’autenticità delle loro firme.

A nome del Nuovo Comitato Articolo 33,
la portavoce Francesca De Benedetti

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