Dal sindaco Merola, prima dei giudizi, una risposta

ll 7 settembre in una conferenza stampa lanceremo la raccolta firme per il referendum per la scuola pubblica. Le dichiarazioni del sindaco Merola, che si dice “arrabbiato con chi vuole il referendum”, sono tutt’altro che neutre e oltrepassano il ruolo istituzionale per esprimere un pesante giudizio nei confronti del referendum. Dal sindaco i cittadini si aspettano piuttosto, prima dei giudizi, una risposta da sindaco: cosa risponde alle mamme e ai papà dei bimbi esclusi dalla scuola pubblica, come la nostra presidente Cirelli, che si vedranno costretti a mandare i bimbi a lezione nell’ufficio del sindaco? Come intende garantire a queste famiglie il loro diritto costituzionale alla scuola pubblica, laica e gratuita?

Restituire la parola ai cittadini significa democrazia, e non certo demagogia. E a proposito dei momenti difficili che il sindaco cita, gli ricordiamo che la conoscenza e l’istruzione pubblica diventano una priorità a maggior ragione nei momenti difficili, nei momenti di crisi. Non è del resto proprio il centrosinistra ad aver spesso ripetuto che in momenti di crisi la colonna portante è la conoscenza? Certo è che noi cittadini, noi referendari, crediamo fermamente che l’istruzione pubblica vada rilanciata a maggior ragione in periodi di crisi. Non esiste né futuro né democrazia senza la scuola pubblica che è la scuola di tutti.

Per il Nuovo Comitato Articolo 33, la portavoce Francesca De Benedetti

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