Inaccettabile l’esclusione dalla scuola pubblica

IL REFERENDUM PER NON CALPESTARE IL DIRITTO ALLA SCUOLA PUBBLICA

Il dato di fatto che con ogni probabilita’ l’anno educativo 2012-2013 comincera’ a Bologna con diversi bambini rimasti fuori dalla scuola dell’infanzia pubblica è inaccettabile. A giugno ben 326 bambini risultavano esclusi dalla graduatoria per la scuola dell’infanzia pubblica e molti genitori si ritroveranno costretti a iscrivere i propri figli in una scuola di cui non condividono il progetto educativo (nel 99% dei casi confessionale). Saranno costretti a rinunciare al diritto costituzionale di una scuola pubblica, laica, gratuita. Quella scuola inclusiva di tutti che sta nel patto costituente.

Il Nuovo Comitato Articolo 33, promotore di un referendum perché le risorse fino a oggi erogate per la scuola privata paritaria vengano invece indirizzate alla scuola comunale e statale, ricorda al Comune che la scuola pubblica è un diritto e perciò deve essere una priorità. Il Comune prova a mettere una pezza all’ultimo minuto, dopo che l’assessore Pillati pochi mesi fa aveva già rivolto un appello alle scuole private paritarie perché assorbissero la domanda di scuola pubblica.

Il diritto alla scuola pubblica, che non è scambiabile né sostituibile da altre opzioni che non gli equivalgono, è un diritto di cui non dimenticarsi e per il quale agire con lungimiranza. Invece ciò che manca è una strategia complessiva di investimenti, che porti a garantire la piena autosufficienza scolastica delle strutture pubbliche. Per quanto tempo ancora i diritti costituzionali dei bambini saranno dimenticati?

Con il referendum la parola verrà restituita ai cittadini e a loro spetterà reindirizzare la bussola della politica nella direzione della scuola pubblica.
La politica deve investire con lungimiranza nella scuola pubblica, la politica non può mettere in secondo piano i diritti.

Per il Nuovo Comitato Articolo 33,
la portavoce Francesca De Benedetti

  • Print
  • email
  • Facebook
  • Twitter
  • LinkedIn