4. Diario che fa i conti


Come ogni lunedì, il Comitato referendario vi accompagna nell’inizio di settimana con la rubrica settimanale Diario di scuola. Con il Diario vogliamo far circolare informazioni e anche raccontare le ragioni della nostra battaglia attraverso le voci dei protagonisti.

Oggi ci presta il suo diario Marina D’Altri, volontaria e mamma combattiva. Fa un po’ di conti e ci riporta, numeri alla mano, una scuola pubblica sempre più in difficoltà, sempre meno finanziata, col risultato che a pagare “contributi volontari” sempre più spesso e sempre più sono le famiglie. “E’ anche perché la scuola pubblica statale e comunale viene oramai sovvenzionata con fondi privati, quelli dei genitori, e la scuola privata con fondi pubblici, quelli di Stato, Regioni e Comuni, che ho deciso di sostenere il Comitato art. 33”, scrive Marina.

Caro diario,

hai mai visto il bilancio di un Istituto Comprensivo?

Facciamo l’esempio di un Istituto composto da una scuola dell’infanzia + 3 elementari e una media , più di mille alunni e quasi 150 fra insegnanti e personale tecnico amministrativo.

C’è da mettersi a piangere, è la matematica delle miseria: € 2,8 ad alunno per un progetto regionale di ascolto, € 3,7 per la sicurezza, ma si arriva alle cifre iperboliche di € 7,3 per insegnante per formazione e aggiornamento ( all’anno!!!) e a ben € 7,4 a bambino per la prevenzione del disagio.

Partecipare alle lunghe ed estenuanti riunioni dei Consigli di Istituto in cui la frase ricorrente è” non ci sono soldi” e la seconda è “il ministero non ci ha ancora versato i fondi…” è stata ed è una delle esperienze più frustranti della mia vita di madre e di cittadina.

La spending review nelle scuole italiane è iniziata da molti anni, i bambini e i ragazzi sono l’ultimo pensiero di una matematica senza lungimiranza che non lascia loro alcuna speranza di vedere gli arredi rimodernati, la tecnologia rinnovata, la sicurezza garantita e l’offerta formativa extra curriculare ampliata.

L’anno scorso, quando ho ricevuto dalla scuola dei mie figli la richiesta del contributo volontario di € 30 ho fatto il bonifico e l’ho inviato con la seguente e-mail:

Gentile Sig./Sig.ra…..
trova in allegato la disposizione di bonifico relativa al contributo volontario come da Vs. comunicazione n…..

Ho pagato, ma vorrei soffermarmi sulla definizione di contributo volontario sottoponendole alcune domande: se non lo pagassi mio figlio non godrebbe di quell’ampliamento dell’offerta formativa di cui sui parla?

Le famiglie in difficoltà economica hanno un trattamento particolare?

La cifra non è elevata e per questo tutti pagheranno senza particolari difficoltà, ma è un’intollerabile gabella poiché la scuola viene già pagata con la fiscalità generale a cui tutti contribuiamo in misura delle nostre capacità, perché allora chiederci altri contributi? Perché definire volontario il contributo? Quali sono le attività che stiamo sovvenzionando? Perché dobbiamo pagare per libretti delle assenze, documenti di valutazione, materiali didattici individuali, verifiche dopo aver affrontato l’ingente spesa per i libri e il materiale di cancelleria individuale il cui costo totale supera i 400 euro.

Si tratta di scuola dell’obbligo pubblica e statale.

Il contributo volontario viene richiesto perché il MIUR non trasferisce fondi adeguati alle scuole per il loro funzionamento ordinario, perché nascondersi dietro un dito e non dirlo chiaro e tondo ai genitori all’atto della richiesta del contributo?

E’ anche per questo, perché la scuola pubblica statale e comunale viene oramai sovvenzionata con fondi privati, quelli dei genitori e la scuola privata con fondi pubblici, quelli di Stato, Regioni e Comuni, che ho deciso di sostenere il Comitato art. 33 nella raccolta delle firme per il referendum sui finanziamenti alle scuole private paritarie e dare la parola ai cittadini bolognesi.

Marina D’Altri

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