6. Diario con l’abc


Come ogni lunedì, il Comitato referendario vi accompagna nell’inizio di settimana con la rubrica settimanale Diario di scuola. Con il Diario vogliamo far circolare informazioni e anche raccontare le ragioni della nostra battaglia attraverso le voci dei protagonisti.

Oggi facciamo un gioco: torniamo a scuola e cominciamo dall’alfabeto.

Caro diario di scuola,

questo lunedì ti regalo il mio ALFABETO DELLA SCUOLA PUBBLICA.

A come Aperta a tutti.

B come Banchetti per il referendum, perché la scuola pubblica ci sta a cuore (leggi il Diario dai banchetti e scopri dove e quando firmare).

C come Costituzionale, la scuola della Repubblica, il nostro bene comune. Costituzione, Art. 33, comma 2: La Repubblica istituisce scuole statali di ogni ordine e grado. Art. 33, comma 3: Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato. Art. 34, comma 1: La scuola è aperta a tutti.

D come Democrazia e diritti, perché l’istruzione pubblica è un diritto dei cittadini ed è il principale strumento di formazione del cittadino democratico, a cominciare dalla tenera età, dalla scuola dell’infanzia.

E come Esclusi ingiustamente dalla scuola pubblica (leggi il Diario di una mamma).

F come Finanziata adeguatamente? La scuola di tutti soffre ormai da anni di mancati investimenti, eppure dovrebbe essere una priorità. A maggior ragione in tempi di crisi economica, l’istruzione conta. Puntare sulla scuola pubblica è una scelta politica e non è affatto una strada impossibile da percorrere (leggi l’esperienza del Comune di Napoli).

G come Gratuita, perché la scuola pubblica è la scuola di tutti, è un diritto di tutti, è il luogo in cui persone di diverse provenienze e con diverse possibilità economiche si mescolano e imparano sin da piccole a condividere percorsi. L’istruzione è il principale strumento di ascensore sociale: non investire nella scuola pubblica significa rompere il bottone dell’ascensore sociale.

I come Inclusiva .

L come Laica, cioè autonoma da condizionamenti ideologici, morali o religiosi. Non una scuola di parte, ma la scuola di tutti. Finanziare con soldi pubblici la scuola di parte, lasciando impoverirsi la scuola pubblica, è un pericolo per la stessa democrazia: lo prevedeva già nel 1950 il padre costituente Piero Calamandrei (leggi il discorso di Calamandrei sulla scuola).

M come Multiculturale.

N come Nessuno escluso!

O come Obbligo: obbligo per la Repubblica garantire la scuola pubblica, anche quella dell’infanzia. Perché il fatto che non sia obbligatorio frequentare la scuola dai 3 ai 6 anni non significa che non sia obbligatorio garantirla.

P come Prioritaria, ed è per questo che il referendum è uno strumento democratico con un valore altissimo: ci permette di reindirizzare la politica e le sue priorità nella direzione della scuola pubblica.

Q come Quando comincerai anche tu a impegnarti per il referendum? Coinvolgiti e coinvolgi! Clicca qui.

R come Referendum (leggi una rapida presentazione).

S come Senza distinzioni di censo, di razza o di religione. Di converso, le scuole private paritarie hanno diritto a un proprio progetto educativo, che può essere di svariate impronte religiose e non solo. Chiedono a chi si iscrive di pagare una retta. Libero è l’insegnamento, ma come dice la Costituzione senza oneri per lo Stato, e come dicono i referendari senza che chi vuole andare alla scuola pubblica sia di fatto obbligato a frequentare una scuola privata paritaria. (Leggi il Vademecum di Rete Laica sulle scuole private paritarie e la nostra scheda tecnica sulla delibera 2012 del Comune di Bologna).

T come Troppe volte e troppo a lungo maltrattata, la nostra scuola, patrimonio di tutti (leggi il Diario che fa i conti e il Diario di un maestro).

U come Uguaglianza.

V come Volontari che si impegnano per il referendum e per la scuola pubblica (leggi il Diario di un cittadino indignato e scopri come diventare anche tu volontario).

W come Welfare ed equità sociale. La scuola è ancor più di un servizio, la scuola è un diritto!
Eppure è a rischio, spetta a noi impegnarci per difenderla.

Z come Zainetto, che porti con te a scuola sin da bambino ma che rimane con te per la vita. Perciò che tu sia allievo, genitore, nonno, semplice cittadino senza figli né nipoti, non scegliere l’indifferenza. Assieme alla scuola c’è in gioco la democrazia. Scegli la partecipazione, scegli il referendum!

Francesca De Benedetti

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