8. Diario bene informato


Come ogni lunedì, il Comitato referendario vi accompagna nell’inizio di settimana con la rubrica settimanale Diario di scuola. Con il Diario vogliamo far circolare informazioni e anche raccontare le ragioni della nostra battaglia attraverso le voci dei protagonisti.

Oggi lasciamo spazio alla penna di Paolo Perini. Perché Paolo, oltre che volontario e sostenitore del referendum, nella vita fa il giornalista e questo lunedì condivide con noi alcuni importanti dati di fatto dandoci la possibilità di riflettere in libertà. Investire di più nell’istruzione pubblica? “E’l’Europa che ce lo chiede”, conclude Paolo. Leggere per credere!

Caro diario,

la scuola pubblica prepara meglio della paritaria, è l’OCSE a dirlo.

Nell’immaginario collettivo la scuola privata, di ogni ordine e grado, è la scuola più elitaria e più esclusiva in cui, si suppone, I bambini e ragazzi riceveranno un istruzione di maggiore qualità rispetto alla banale e tanto vituperata scuola pubblica. Pare che questa sia una delle tante leggende metropolitane, o false certezze a cui siamo tutti legati e che non corrisponda alla realtà: le scuole pubbliche italiane preparano meglio delle scuole private o paritarie italiane! A dirlo non è un gruppo di attivisti pro ¨C referendum o un sindacato degli insegnanti, bensì una delle istituzioni internazionali che godono di maggior prestigio in Europa e nel mondo, alla quale nessuno imputerebbe mai di essere ideologicamente orientata a favore di qualcosa di vagamente pubblico o socialista: l’Ocse.

Come pochi sanno, ogni anno i ragazzi e ragazze di 15 anni, di ogni tipo di scuola, in tutti i paesi d’Europa, inclusi quelli esclusi dall’Eurozona, compilano un test, sottopostogli dalle loro insegnanti. Questo test è identico in tutti i paesi e in tutte le scuole d’Europa, tranne ovviamente per la lingua nel quale è redatto. Si tratta di un test di valutazione incrociato che spazia su più materie, sia scientifiche che umanistiche, è il Programma per la valutazione internazionale dell’allievo (Programme for International Student Assessment, meglio noto con l’acronimo di PISA). La metodologia usata è scientifica e quindi lungi dal favorire questo o quel gruppo, questa o quella scuola, questo o quel paese: il test è per tutti uguale e l’insieme delle valutazioni dei ragazzi vanno a confluire in un dato unico che è una vera e propria cartina di tornasole della preparazione degli studenti di quel determinato paese. Dal 2009, vista la bontà delle valutazioni del Pisa, partecipano ad esso anche nazioni non europee, 57 in totale sulle circa 200 presenti sul pianeta.

Il dati del test Pisa 2009 dell’Italia non sono affatto confortanti: demarcano una netta divaricazione tra nord – dove i ragazzi hanno imparato di più e sono a livelli europei – e sud, dove i ragazzi hanno imparato poco, in alcuni casi non sanno far di conto e fanno fatica a capire ciò che hanno letto. Ma, udite udite! Dai dati scorporati ecco emergere chiara e fulgida un altra verità, così scomoda, che spesso e volentieri viene tacciata: i risultati degli studenti, sia del nord che del sud, delle scuole pubbliche, sono nettamente superiori ai risultati degli studenti che frequentano scuole private o paritarie!

Gli economisti del sito lavoce.info hanno studiato i dati Pisa e ne hanno ricavato un grafico, che spiega meglio di ogni parola il divario di apprendimento tra i ragazzi della scuola pubblica e quelli che frequentano scuole private. Le scuole private finanziate, cioè le paritarie, fanno addirittura peggio delle scuole private tout court:

I dati sono così allarmanti che dovrebbero far riflettere profondamente le autorità sull’opportunità di finanziare le scuole che preparano peggio gli studenti, rispetto alle scuole pubbliche. Qualunque amministratore sensato, vedendo questi dati, invece che riporli in un cassetto, dovrebbe interrogarsi su quale sia il meglio per i ragazzi. I dati del Pisa sono comunque una sommatoria dei risultati di tutte le scuole del paese, perciò, per assurdo, può darsi che a Bologna ci sia la migliore scuola privata del paese, che prepara meglio di qualunque altra scuola media statale. Può darsi. Ma i risultati generali degli studenti delle scuole private e delle scuole paritarie della penisola non sono affatto incoraggianti. Escono dalle scuole medie più ignoranti (il test è appunto sottoposto a ragazzini di 15 anni), e sopratutto, per quanto riguarda le nozioni scientifiche, hanno conoscenze ancora più scarse rispetto ai loro “colleghi” della scuola pubblica, i quali però non possono gioire. Gli studenti italiani fanno una magra figura in Scienze, Matematica, ma è in Lettura e comprensione e Problem Solving che vengono distanziati enormemente dai Coreani e Finlandesi e ragazzi di Hong Kong:

dati http://www.oecd.org/pisa/ rielaborazione wikipedia Italiana

Non è certo colpa dei ragazzi, o della loro pigrizia nello studiare, se l’istruzione in questo paese continua a creare dei cittadini ignoranti, che fanno fatica a leggere e a comprendere, con ovvie pessime ricadute anche nell’economia e nella politica. Non è certo dei ragazzi la responsabilità di spendere poco e male nell’istruzione, che è il primo mattone per costruire una società migliore domani.
Se i risultati dei ragazzi non sono brillanti forse sarebbe il caso di aumentare gli stanziamenti alla scuola, e non diminuirli come fa ogni governo, e creare magari classi meno sovraffollate, inserire materie più utili eccetera. L’istruzione è anche questione di bilancio, e se parte del bilancio viene destinata a scuole private, che per lettera stessa della nostra Costituzione non dovrebbero ricevere finanziamenti, togliendo così preziosi finanziamenti alle malandate scuole pubbliche, si ottengono questi risultati poco incoraggianti, che sia la società, sia i mass media, sia la politica continuano colpevolmente a ignorare.
Investiamo di più nell’istruzione!
E’ l’Europa che ce lo chiede!

Paolo Perini

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Category: Diario di scuola  |  Tags: