9. Diario che partecipa


Come ogni lunedì, il Comitato referendario vi accompagna nell’inizio di settimana con la rubrica settimanale Diario di scuola. Con il Diario vogliamo far circolare informazioni e anche raccontare le ragioni della nostra battaglia attraverso le voci dei protagonisti.

Oggi ci presta il suo diario Angela Attianese, promotrice e volontaria impegnata al fianco di art.33 per il referendum. Angela dedica al referendum anima e passione, la stessa anima e la stessa passione con cui da anni partecipa alla lotta per la scuola pubblica, la scuola di e per tutti. Un diritto che abbiamo conquistato grazie alla partecipazione di tanti. Ma oggi, oggi qualcosa è cambiato e rischia di incrinarsi nel profondo, perciò è necessaria una reazione collettiva e civile: leggete con attenzione… e completate la lettura il prossimo lunedì, con il Diario con la Storia!

Caro diario,
eccomi qui ancora una volta, nel corso della mia esistenza, a dovere difendere la Scuola Pubblica della Costituzione, che sancisce il diritto all’ istruzione.

Nel ’68, in una situazione privilegiata, ero nell’ agro romano, non abbastanza grande per partecipare, ma sufficientemente grande per comprendere e condividere quello che stava accadendo, la richiesta non più rimandabile di un aggiornamento al passo coi tempi di programmi e organizzazione, molti risalenti ancora al periodo fascista; di un diritto all’ istruzione per tutti, ancora solo teorico e non concreto, assenza di aule, doppi turni nelle città, pluriclassi nelle periferie, dispersione scolastica; di democrazia, cioè potere partecipare e decidere collegialmente.

Negli anni ’70, da studente, questa volta in prima persona, con gli stessi problemi in parte ancora irrisolti, soprattutto la carenza di formazione per gli insegnanti, ma con qualche conquista come la scuola dell’ infanzia che finalmente diventa scuola di Stato e il tempo pieno nella scuola primaria.

Negli anni ’80 da universataria, dove invece che lavorare sulle basi costruite e quindi progredire nella qualità, come l’ orario flessibile, lentamente ma pervicacemente, immediata è iniziata una progressiva e sistematica demolizione. Per la prima volta il bilancio per la Pubblica Istruzione diminuisce di anno in anno, costringendo tutti, invece che a fare scuola, a impegnarsi in lotte estenuanti per difendere almeno ciò che solo da poco si era ottenuto, in tutte le scuole di ogni ordine e grado, dall’ infanzia all’ università.

Negli anni ’90 come genitore, dove, nonostante proclami di modernizzazione, c’è solo la costanza di docenti, personale ausiliario, genitori e società civile impegnati nel difendersi con le unghie e con i denti, da attacchi subdoli o spudoratamente manifesti, che minano e sviliscono, non solo economicamente ma anche di significato, il compito e il valore della Scuola Pubblica.

Ad oggi nel 2000, da cittadina, dove quello che era fortemente sospetto nell’ ultimo ventennio del secolo scorso, ormai è manifesto, si vuole declassare il diritto allo studio a merce e come tale privatizzarla, consegnandola ai soliti noti.
Una privatizzazione del tutto singolare però, spacciandola per pubblico e sussidiandola abbondantemente con denaro pubblico.

Siamo solo all’ inizio, ma in realtà con un salto mortale triplo carpiato si vuole cancellare tutto quello che faticosamente si è costruito finora, riportandoci indietro a metà ottocento, con scuole private per ricchi e uno straccio di scuola pubblica per chi avanza, per ora, poi chissà.
Ho troppo rispetto, che mi è stato trasmesso dalla maggior parte dei miei insegnanti, che ringrazio; per l’ intelligenza, l’ impegno e il sacrificio di chi ci ha preceduto e ha permesso di istruirmi, crescere come cittadino responsabile e potere esercitare il mio diritto di critica e di partecipazione democratica, per non adoperarmi a difesa e potere garantire lo stesso diritto ad una Istruzione pubblica, laica e gratuita alle generazioni future.
Ma non sarà proprio questo che si vuole impedire?
Diritto che già oggi è negato a 400 bambini, in quella che un tempo era la civile, la dotta Bologna, evento gravissimo che non sembra turbare le coscienze di nessuno, se non dei genitori e soprattutto dei bimbi, ancora in attesa di una soluzione che non arriva.
Tutto questo è ciò che intende salvaguardare il referendum cittadino, proposto dal Comitato art.33, che le istituzioni assolvano al loro obbligo costituzionale di garantire il diritto all’ istruzione pubblica, laica e gratuita, che nessuna scuola privata, seppur paritaria, né confessionale né laica potrà mai garantire.

Angela Attianese

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