15. Diario di Natale



Come ogni lunedì, il Comitato referendario vi accompagna nell’inizio di settimana con la rubrica settimanale Diario di scuola. Con il Diario vogliamo far circolare informazioni e anche raccontare le ragioni della nostra battaglia attraverso le voci dei protagonisti.

Oltre a leggere il Diario, potete anche ascoltarlo in radio grazie a Radio Città Fujiko ogni lunedì alle 18,30 nel corso di Fujiko Focus On, e a partire dal pomeriggio anche sul sito della radio al link Clicca per l’AUDIODIARIO.

Caro diario,
sul fronte del referendum, come saprai le numerose firme raccolte sono state già giorni fa dichiarate valide dall’amministrazione comunale, perciò manca solo l’indizione del referendum da parte del Sindaco. Noi referendari chiediamo che la data scelta coincida con le elezioni politiche, perché l’accorpamento consentirebbe non solo un risparmio per le casse collettive, ma soprattutto le condizioni di più ampia partecipazione al referendum consultivo (senza quorum). L’accorpamento, come hanno affermato giuristi autorevoli come Andrea Morrone, è possibile senza modifiche dello Statuto comunale. “Non solo”, ha dichiarato Morrone intervistato da Chiara Affronte su l’Unità, “decidere per il contrario [contro l’ipotesi di accorpamento] è un vulnus a un diritto fondamentale. Cioè, creare un vincolo ulteriore rispetto alla legge, significa limitare la libertà e il diritto di espressione. E’ fondamentale dunque assumersi la responsabilità di questa posizione”. Le festività si avvicinano e, confidiamo, anche l’indizione del referendum da parte del Sindaco con la bella sorpresa dell’accorpamento. Questo percorso noi referendari dobbiamo “seguirlo” da vicino e con attenzione, dobbiamo “presidiare” questa grande opportunità di partecipazione che la città si è conquistata, e che è il referendum. Perciò venerdì 21 ci siamo ritrovati sotto l’albero di Piazza Maggiore (iniziativa “Natale con sorpresa!“) per farci gli auguri, abbiamo raccolto nel “sacco di Babbo Natale” le lettere al Sindaco, e siamo saliti in consiglio comunale: in occasione del question time abbiamo esibito dei cartelli (“Referendum + accorpamento= partecipazione al quadrato”, “sindaco indici il referendum: non è la fine del mondo”, eccetera). Ecco le foto di quella bella mattinata di partecipazione, dove abbiamo “regalato per Natale” al referendum tutto il nostro affetto e partecipazione. E abbiamo “chiesto in regalo” al primo cittadino che ascolti i suoi cittadini, e accorpi il referendum con le politiche.

Nel sacco di Babbo Natale, venerdì, è finita questa lettera di Giuseppe Curcio al Sindaco di Bologna:

Caro Sindaco, nel nostro Paese si accorpano Province, si accorpano Comuni, si accorpano Tribunali, si accorpano ospedali, si accorpano elezioni politiche con elezioni regionali… Allora perché non indici subito il referendum, accorpandolo con le elezioni politiche?

E ancora, questa lettera per il Sindaco di Gabriella Orlando:

A Babbo Natale è arrivata anche questa lettera del maestro Giovanni Cocchi:


Vorrei che Babbo Natale riportasse l’attenzione di tutti, e in particolare dei governanti, sul bene piú grande che abbiamo: la scuola pubblica, la scuola di tutti e per tutti. Basterebbe portasse un solo regalo, che poi permetterebbe tutti gli altri: un punto di Pil in più alla scuola italiana, per arrivare almeno alla media degli altri Paesi dell’Ocse, togliendoci dalla vergogna e dall’inciviltà del penultimo posto. Quel piccolo grande punto in più permetterebbe non di dare regali, che sono qualcosa in più, ma di restituire diritti, cioè cose stabilite da anni da leggi da anni non più rispettate: una scuola materna per tutte le famiglie che ne facciano richiesta; classi adeguate, nei numeri e negli spazi, per rendere sicura, serena e fruttuosa la grande avventura della crescita, le ore di sostegno e di alfabetizzazione necessarie a chi ha più bisogni. Che oltre alle lim sui muri ci sia anche la carta igienica nei bagni. Una scuola dove l’attenzione per ognuno sia più importante di qualsiasi voto, dove la formazione sia approfondimento e non una di batteria di quiz e crocette. Che permetta l’assunzione di migliaia di giovani vecchi docenti formati e competenti dopo decenni di sfruttamento, senza l’umiliazione di concorsi tipo settimana enigmistica. Che porti a tutti i cittadini italiani il coraggio di pretendere ciò che gli è dovuto, ciò che la Costituzione gli ha promesso, che sia finalmente restituita serenità e speranza alla scuola e con essa al futuro del Paese. Agli amministratori bolognesi farei portare da babbo Natale quel piccolo ovvio coraggio di dimostrare di essere per davvero interessati ad ascoltare il parere dei loro amministrati, indicendo il referendum sui fondi alle scuole paritarie private insieme alle elezioni nazionali. E se anche Babbo natale risentisse della crisi, gli suggerirei di togliere i giocattoli ai militari e agli evasori fiscali per dare piú doni, i doni che gli spettano di diritto, ai giovani cittadini di domani. Che faccia come un altro babbo, Geppetto, che di soldi non ne aveva, ma non ebbe neanche dubbi: vendette la giacchetta che lo riparava dal freddo per comprare l’abecedario contribuendo a trasformare Pinocchio in un bambino “vero”.

Inoltre stiamo ricevendo, non nel sacco di Babbo Natale, ma in copia all’indirizzo mail del Comitato (nuovocomitatoarticolo33@gmail.com), e indirizzati alla casella di posta mail del Sindaco (Sindaco@comune.bologna.it), tantissimi messaggi simili a questo:

Signor Sindaco Merola, so che non ci sono reali e ragionevoli motivi per cui lei non debba indire nello stesso giorno delle elezioni politiche il referendum cittadino che ha al centro la Scuola Pubblica e i finanziamenti alla privata. Pertanto le chiedo di essere ragionevole e prendere posizione per accorparlo senza nessuna ulteriore titubanza. La domanda che per ora sorge spontaneo porle: chi ha paura del referendum che il sindaco garante ha paura di garantire? Cordialmente

Il referendum ringrazia tutti per lo slancio, la partecipazione e l’affetto dimostrati. Augura a tutti buone feste, e si augura che il Sindaco accorpi la consultazione con le elezioni politiche, dimostrando di avere a cuore la promozione della più ampia partecipazione oltre che la buona amministrazione del bene pubblico.

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