19. Diario non indifferente



Come ogni lunedì, il Comitato referendario vi accompagna nell’inizio di settimana con la rubrica settimanale Diario di scuola. Con il Diario vogliamo far circolare informazioni e anche raccontare le ragioni della nostra battaglia attraverso le voci dei protagonisti. Oltre a leggere il Diario, potete anche ascoltarlo in radio grazie a Radio Città Fujiko ogni lunedì alle 18,30 nel corso di Fujiko Focus On, e a partire dal pomeriggio anche sul sito della radio al link Clicca per l’AUDIODIARIO.

A regalarci il suo diario oggi è una giovane mamma di Parma. Paola Marino ci raccontala sua piccola, grande battaglia per la difesa della scuola pubblica e della sua gratuità. E conclude con un invito intenso a scegliere la partecipazione, non l’indifferenza. Cominciare si può, a partire dal referendum promosso da Articolo 33.

Caro diario,

sono molto amareggiata nel raccontarti che quest’anno, con il rinnovo delle iscrizioni alla scuola primaria, è in arrivo il bollettino da pagare di 50 euro per “assicurazione, libretto e attività didattiche”, peccato che quest’ultime possono essere richieste ai genitori solo come contributo volontario e non devono essere comprese nella tassa scolastica, secondo quanto dettato dalla Legge 27 dicembre 2006 n. 296 (finanziaria
2007), comma 622 che recita: “non è consentito richiedere alle famiglie contributi obbligatori di qualsiasi genere o natura per l’espletamento delle attività curriculari e di quelle connesse all’assolvimento dell’obbligo scolastico (fotocopie, materiale didattico o altro), fatti salvi i rimborsi delle spese sostenute per conto delle famiglie medesime (quali ad es: assicurazione individuale degli studenti per RC e infortuni, libretto delle assenze, gite scolastiche, etc.). Eventuali contributi per l’arricchimento dell’offerta culturale e formativa degli alunni possono dunque essere versati dalle famiglie solo ed esclusivamente su base volontaria“. Ho deciso dunque di reagire informando l’Associazione Italiana GEnitori e richiedendo la rettifica dell’importo con la distinzione tra tassa scolastica e contributo volontario, in modo trasparente e senza equivoci. Informo le rappresentanti d’Istituto e di classe, il Presidente del Consiglio d’Istituto e penso: “di sicuro saranno al mio fianco, è un diritto fondamentale quello allo studio…non può essere che non si rendano conto che vogliono trasformare la scuola pubblica in una sorta di scuola privata, dove sono i genitori a sopperire alla mancanza di fondi da parte del Governo e contemporaneamente finanziare quella paritaria!”.
Invece la realtà è stata molto dura…non tutti vogliono metterci la faccia…le risposte più assurde non sono state “i soldi per l’istruzione sono sempre spesi bene anche se sotto forma obbligatoria…”, oppure “beh, se succede anche in altre scuole pubbliche….” e ancora “cosi’ pagano tutti finalmente, anche quelli che il contributo volontario non lo pagavano e vanno in giro in suv”….beh io vorrei tanto conoscere questo tizio fantomatico usato come spauracchio, spesso identificato come extracomunitario, che non paga la mensa, l’Imu, le tasse, la scuola, il biglietto del tram.. però è più ricco di ciò che dichiara……possibile che le persone esprimano giudizi senza conoscere i fatti ed in modo qualunquista, giustificando un abuso di potere fatto proprio sui più deboli?….ma .la risposta che mi ha indignata di più’ è stata: “per me è uguale firmare o meno la protesta, tanto non cambia niente”…cambia invece, eccome se cambia! Sta in noi mettere in atto il cambiamento, dall’azione di un singolo si può giungere alla ribellione collettiva, affinchè il diritto all’istruzione sancito dall’Onu e dalla nostra Costituzione sia rispettato, affinchè la scuola pubblica, servizio per tutti, luogo della pluralità ed imparzialità, sia oggetto d’investimenti da parte dello Stato e non impoverita, trascurata sempre di più’ a favore della scuola privata confessionale oggetto di scambi di privilegi. Antonio Gramsci scriveva: ”L’indifferenza opera potentemente nella storia. Opera passivamente, ma opera….Ciò che avviene, non avviene tanto perché alcuni vogliono che avvenga, quanto perché la massa degli uomini abdica alla sua volontà, lascia fare…lascia promulgare le leggi he poi solo la rivolta potrà abrogare….ma i fatti che hanno maturato vengono a sfociare ..e allora sembra che sia la fatalità a travolgere tutto e tutti, sembra che la storia non sia che un enorme fenomeno naturale, un’eruzione, un terremoto, del quale rimangono vittima tutti, chi ha voluto e chi non ha voluto, chi sapeva e chi non sapeva, chi era stato attivo e chi indifferente”.

Ed è per questo che appoggio l’iniziativa di indire un referendum sul finanziamento alle scuole private paritarie promossa dal comitato articolo 33, perché io non sono indifferente ma “vivo, sono partigiana” e vorrei che tutti i cittadini “parteggiassero” esprimendo la propria opinione sulla questione.

Paola Marino

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