Referendum: la bussola che orienta la politica

Oggi i cittadini hanno un punto fermo: grazie alla partecipazione di tanti e alla firma di più di 13mila bolognesi, la città ha in programma un importante momento di partecipazione rivolto a tutti. Bologna si esprimerà e voterà per il referendum il 26 maggio. Non esiste consultazione migliore e più allargata, dunque più rappresentativa del referendum. I cittadini, attraverso il referendum, indicheranno in modo chiaro quale priorità assegnano alla politica comunale.

Come si interlaccia il referendum con il percorso partecipato la cui proposta è arrivata ieri in Commissione Istruzione del Comune di Bologna? Si tratterebbe di un percorso partecipato sull’infanzia che considera la fascia di età 0-6 anni, mettendo ambiguamente insieme la scuola dell’infanzia (che è scuola pubblica a tutti gli effetti, e che la Repubblica deve garantire) con gli asili nido (che sono servizi a domanda individuale). Il buon senso, il desiderio di una buona politica di confrontarsi con la partecipazione più ampia e diretta, e lo stesso Statuto del Comune di Bologna lasciano intendere che ogni decisione sul futuro della scuola dell’infanzia e sulla sua gestione debba tener conto in modo decisivo del referendum in calendario per il 26 maggio. Ogni iniziativa per la partecipazione è benvenuta, ma ricordiamo a Palazzo d’Accursio e alla città tutta che il referendum consultivo indetto dal Sindaco è uno strumento di democrazia che darà la possibilità di orientare la politica comunale in materia di scuola dell’infanzia, gestione pubblica/privata, utilizzo delle risorse collettive. Il referendum è lo strumento di cui tutti si devono appropriare per rimettere al centro la scuola della Repubblica. E’ naturale allora aspettarsi dall’amministrazione comunale che interpreti e valorizzi il momento referendario consultivo per quello che è, cioè la realizzazione più ampia e piena della partecipazione della città, l’occasione più preziosa e coinvolgente per ascoltare i cittadini, e non certo uno sfuggevole incidente di percorso. I cittadini del resto hanno già dimostrato di conoscere bene il valore del referendum e di voler esercitare la loro partecipazione con il voto.

Prima del referendum, ai sensi dello Statuto (articolo 7, comma 7), “quando il referendum sia stato indetto il Consiglio comunale sospende l’attività deliberativa sul medesimo oggetto salvo che, con delibera adottata a maggioranza dei due terzi dei Consiglieri assegnati, non decida altrimenti per ragioni di particolare necessità e urgenza”. Perciò è al referendum che spetta il compito di orientare la materia che ha ad oggetto. E dopo il referendum (articolo 7, comma 8 dello Statuto) “il Consiglio comunale deve pronunciarsi sull’oggetto del referendum entro tre mesi dal suo svolgimento indipendentemente dal numero dei cittadini che ha partecipato al voto.” Sia prima che dopo il referendum, insomma, non si potrà che partire dalla consultazione, i cui esiti poi andranno rispettati e accolti nei fatti. Nella democrazia diretta referendaria c’è il cuore pulsante della politica futura, e nel parere che i cittadini esprimeranno c’è l’indicazione chiara e inequivocabile del loro orientamento sulla politica comunale in materia di scuola dell’infanzia.

Il Nuovo Comitato Articolo 33

BOX INFORMATIVO
IL QUESITO
“Quale, fra le seguenti proposte di utilizzo delle risorse finanziarie comunali che vengono erogate secondo il vigente sistema delle convenzioni con le scuole d’infanzia paritarie a gestione privata, ritieni più idonea per assicurare il diritto all’istruzione delle bambine e dei bambini che domandano di accedere alla scuola dell’infanzia ?
a) utilizzarle per le scuole comunali e statali
b) utilizzarle per le scuole paritarie private”

Altri comunicati sul tema percorso partecipato
http://referendum.articolo33.org/2012/07/il-tempo-dellistruttoria-e-scaduto-ora-e-il-tempo-del-referendum/ (31 luglio 2012)

Info sul referendum http://referendum.articolo33.org/info/

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