21. Diario da Bergamo



Come ogni lunedì, il Comitato referendario vi accompagna nell’inizio di settimana con la rubrica settimanale Diario di scuola. Con il Diario vogliamo far circolare informazioni e anche raccontare le ragioni della nostra battaglia attraverso le voci dei protagonisti. Oltre a leggere il Diario, potete anche ascoltarlo in radio grazie a Radio Città Fujiko ogni lunedì alle 18,30 nel corso di Fujiko Focus On, e a partire dal pomeriggio anche sul sito della radio al link Clicca per l’AUDIODIARIO.

Dopo il diario di Paola, giovane mamma di Parma, e quello di Enrico, insegnante di Modena, questo lunedì approdiamo a Bergamo. Dalla Lombardia, Concetta ci racconta perché sostiene con convinzione il referendum per la scuola pubblica promosso da articolo 33. “Partecipiamo tutti!”, conclude, convinta che il cambiamento innescato da Bologna possa e debba coivolgerci tutti.

Caro diario,
a proposito di scuola pubblica e scuole private paritarie, anzitutto io credo che i cambiamenti partano dal basso, e il referendum bolognese lo dimostra.
Ma partiamo dalla situazione attuale: in Italia oggi (dati MIUR 2009) le suole statali rappresentano il 74,6% del totale, quelle paritarie il 24,1%. La nostra Costituzione all’art. 33 recita, tra l’altro, “La Repubblica detta le norme generali sull’istruzione ed istituisce scuole statali per tutti gli ordini e gradi. Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato”. La legge n°62 del 10/03/2000 emanata all’epoca del governo D’Alema e dell’allora ministro Berlinguer, definisce cosa si intende per scuole paritarie e introduce la possibilità di finanziarle.
Come mamma di un bimbo in età scolare, ho, in teoria, due possibilità: iscrivere mio figlio in una scuola pubblica o in una scuola paritaria (nella maggior parte dei casi con orientamento religioso cattolico). Ho chiesto informazioni ad alcune scuole paritarie (vivo nella provincia di Bergamo): le rette per la scuola dell’infanzia variano dai 340,00 ai 450,00 euro mensili escluse altre spese per attività non obbligatorie e l’importo aumenta quando si passa alla scuola elementare. Ho sentito dire che per la scuola dell’infanzia ci sono anche rette che si aggirano sui 180,00 – 200,00 euro mensili. Vista la situazione economica attuale molte famiglie non possono sostenere queste spese per cui la scelta è solo teorica perché si è obbligati a rivolgersi alla scuola pubblica, saccheggiata negli ultimi anni. Possono scegliere solo le famiglie che hanno un reddito adeguato. A queste scuole non possono accedere tutti. Allora come mamma e come cittadina di questo Paese mi chiedo: perché lo Stato, ma anche le regioni e i comuni, finanziano delle scuole che non possono essere frequentate da tutti? L’istruzione è un fine proprio dello Stato che non può e non deve delegare ad altri. La scuola non può viaggiare su binari differenti, la scuola deve essere PUBBLICA, LAICA ed ECCELLENTE PER TUTTI. Solo così daremo a tutti pari opportunità e la scuola non sarà solo una scuola per pochi.
Molti argomentano che le scuole paritarie fanno risparmiare allo stato svariati milioni di euro e che confrontando il costo, per lo stato, di uno studente della scuola pubblica con quello di una scuola paritaria, quest’ultimo costa molto meno, per cui dovrebbero aumentare i finanziamenti statali attualmente riconosciuti alle scuole paritarie. Questa strada è molto pericolosa perché di questo passo arriveremo a sostenere che se scomparisse la scuola pubblica lo Stato risparmierebbe ma la spesa è trasferita alle famiglie e andrebbero a scuola solo i più abbienti. Francamente queste argomentazioni mi sembra siano sostenute da parte di chi ha degli interessi in campo sia di ordine economico che culturale-religioso ma non ha interesse a tutelare il diritto allo studio di tutti i cittadini.
Ho accolto con piacevole sorpresa la notizia del Referendum del Comune di Bologna, credo fermamente che bisogna arginare (fino ad eliminare) questa divisione delle risorse, lo Stato e gli enti locali devono essere garanti di un’unica SCUOLA che deve essere PUBBLICA, LAICA ed ECCELLENTE per TUTTI! In questo modo lo Stato avrà assolto al suo dovere nel rispetto della nostra Costituzione.
Partecipiamo tutti.

Concetta Belviso

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Category: Diario di scuola  |  Tags: