Nota sulle dichiarazioni di Merola del 10 maggio

Abbiamo letto con interesse le parole del sindaco Merola, pubblicate oggi in una lunga intervista. Le osservazioni del primo cittadino esplicitano questioni e dinamiche partitiche, che egli chiama in causa con l’intenzione di “fare del referendum un caso nazionale in quanto occasione per chiarire da che parte sta il Pd”. Una affermazione per alcuni versi contraddittoria, detta da un sindaco che fino a qualche settimana fa accusava i promotori della partecipazione di “essere divisivi”, e che oggi proprio a quelle logiche fa appello per spingere a votare B, invece di promuovere un confronto aperto. La logica dell’appello sotto la bandiera è tanto fuorviante quanto limitata, perché perde di vista il cuore dell’appuntamento di democrazia. Peccato che da quelle parole sfugga proprio l’anima del referendum, che non è un banco di prova per chiamare alle armi gli elettori di un partito, ma al contrario è una occasione per avere chiarezza su COME LA PENSINO I CITTADINI. L’iniziativa referendaria è infatti partita proprio dai cittadini e dovrebbe essere uno stimolo importante per i loro rappresentanti, per RICEVERNE un indirizzo politico, una indicazione di priorità. Questo referendum è per la scuola pubblica e non contro il Pd e tantomeno contro i suoi militanti ed elettori che sono invece cresciuti a pane e costituzione, a “senza oneri per lo stato”, alla primazia della scuola pubblica. Chi l’ha promosso del resto è tutt’altro che “conservatore”, come ama definirci Merola nell’intervista. Certamente esistono valori traditi, eredità preziose che rischiano di rimanere senza un futuro, visto che la linea politica da Vitali in poi ha incrinato l’esperienza bolognese all’avanguardia sul fronte dell’estensione del diritto alla pubblica istruzione. Ma proprio le ragioni della A sono proiettate al futuro. Le ragioni del B invece ragionano con e di una società che non esiste più, proponendo un modello NON ADEGUATO a una società complessa e multietnica, verso la quale una formazione laica democratica e pluralista è la risorsa più preziosa di integrazione e di FUTURO.

Nuovo Comitato Articolo 33

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